La legge elettorale spiegata bene

La legge elettorale per molti resta un’incognita. Eppure manca appena una settimana al voto e su Telegranducato si moltiplicano le interviste e i confronti tra candidati e liste. Però il Rosatellum per molti è ancora un oggetto misterioso. E soprattutto non sono chiare alcune sue regole.

Emanuele Rossi, professore ordinario di diritto costituzionale alla Scuola Superiore Sant’Anna, ha spiegato in una nostra intervista la legge elettorale. Adesso la potete rivedere integralmente anche cliccando su questo link.

Tra i punti fermi della legge, ricordiamone alcuni.

Non è possibile il voto disgiunto, a differenza di quanto avviene per i sindaci. Pena la nullità. Insomma, il voto ad una lista si trasferisce automaticamente al candidato nel collegio uninominale di quel territorio.

Non ci sono le preferenze. In ogni collegio plurinominale ciascuna lista presenta quattro nomi. Il primo in ordine è anche il primo eventualmente ad essere eletto, e così via.

Le liste che non raggiungono il 3% dei voti non hanno diritto ad alcun seggio. Per le coalizioni (sono dolo due, Centrodestra e Centrosinistra) la soglia è del 10%. All’interno di ogni coalizione, se anche una lista non supera il3% ma raggiunge almeno l’1%, contribuisce lo stesso al suo risultato (i voti vengono redistribuiti a quella stessa coalizione).

Un’altra novità importante di questa elezione (è la prima volta che accade) è che i diciottenni votano anche per il Senato.

A titolo di esempio riportiamo il manifesto ufficiale per il voto al Senato (quello del collegio uninominale Toscana 02, per le province di Livorno e Pisa e una parte della Versilia):

la scheda per il Senato nel collegio Livorno-Pisa-Viareggio

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