LIVORNO- La Cerealicoltura è al collasso. Molto spesso non basta curare al meglio tutti gli aspetti agronomici per avere un raccolto soddisfacente. Ci sono infatti i fattori climatici avversi che non sono più definibili straordinari vista la frequenza ormai annuale di periodi molto siccitosi spesso seguiti da piogge improvvise di grande intensità che contribuiscono più a fare danni che ad essere di sostegno. La semina dei cereali significa la materia prima per produrre essenzialmente pasta e pane. Alle preoccupazioni tradizionali degli agricoltori si sono aggiunte quella dell’incremento esponenziale dei costi di produzione.

Fino a due anni fa seminare un ettaro di cereali costava poco meno 900 euro ed ora si è a 1400, con un aumento che tocca il 60% mentre l’incremento del prezzo di mercato dei cereali è stato di appena l’11% ovvero una rimessa del 49% tra costi e ricavi. Il Comitato Esecutivo di Cia Etruria chiede interventi urgenti a tutti i livelli istituzionali. Serve una azione che dia risposte più efficaci alle aziende agricole, interventi che contrastino le manovre speculative che da sempre condizionano il mercato dei cereali e tolgono ogni forza contrattuale ai produttori. Servono però anche azioni immediate per ridurre i costi di produzione, estendendo il credito di imposta finalizzato alla riduzione dei costi energetici, la sospensione del pagamento dei contributi previdenziali, delle rate dei mutui, dei finanziamenti in carico alle aziende. Insomma ogni soluzione possibile per risalire la china di quel 49% di passivo che se non risolto potrebbe portare ad un fermo pressochè totale e questo significherebbe non avere più pane sulle tavole e chi ha letto un po' di storia può immaginare a quali conseguenza si andrebbe incontro.









