Oggi sciopero generale promosso dai sindacati di base

LIVORNO - Oggi sciopero generale contro la politica sociale ed economica del governo Meloni organizzato dal sindacato di base. Come si legge in un comunicato "La manovra finanziaria varata nelle scorse ore conferma la necessità di scendere in lotta per cambiare la politica sociale ed economica del governo Meloni. L’Unione Sindacale di Base, assieme al sindacalismo conflittuale e di base è nelle piazze delle maggiori città italiane, durante lo sciopero generale nazionale che coinvolge tutte le categorie del pubblico impiego e del lavoro privato, dall’industria ai trasporti, dalla sanità alla scuola, e parteciperà in massa alla manifestazione nazionale di sabato 3 dicembre a Roma con appuntamento alle ore 14 in Piazza della Repubblica per chiedere di

ABBASSARE LE ARMI, ALZARE I SALARI!

Le politiche economiche messe in campo dai passati governi e in particolare dal governo Draghi stanno trovando continuità nella proposta di Legge di Bilancio presentata all’Unione Europea dal governo Meloni per averne il gradimento, e che sarà oggetto della discussione parlamentare dalla prossima settimana.

La grave situazione economica in cui versano le famiglie italiane, il pesante attacco ai salari e agli stipendi dei lavoratori non trovano alcuna risposta, così come non ne trova la richiesta di aumentare in modo sostanzioso le pensioni minime e di adeguare tutte le altre al reale costo della vita.

La politica dei bonus, inaugurata da Conte, proseguita da Draghi e fatta propria da Meloni, si è dimostrata completamente inadeguata e incapace di produrre effetti sulla condizione reale dei lavoratori e delle famiglie.

L’aumento delle bollette del gas e dell’energia, grazie ad una speculazione internazionale che nessuno vuole fermare, stanno mangiando buona parte delle disponibilità economiche delle famiglie, né sono state stanziate risorse per il rinnovo dei contratti dei lavoratori pubblici e le imprese fanno a gara per accaparrarsi quelle messe a disposizione dalla manovra.

L’inganno della riduzione del cuneo fiscale, fortemente voluto dai padroni, non porterà benefici ai lavoratori: i pochi spiccioli che entreranno in busta paga verranno tolti con gli interessi attraverso l’inevitabile aumento del costo dei servizi sociali, ticket sanitari, asili nido ecc. che vengono finanziati proprio dal cuneo fiscale.

La scelta di aderire alla crociata euroatlantica delle sanzioni alla Russia e le spese per gli armamenti da destinare all’Ucraina stanno producendo un fortissimo innalzamento dei prezzi delle materie prime, e quindi dei beni di prima necessità, prosciugando quanto dovrebbe essere invece destinato a spese sociali e al benessere del Paese.

Insomma cambiano i governi ma non cambia la direzione di marcia, stabilità dal pilota automatico dell’Unione Europea che continua ad essere il faro politico anche per il governo di chi ha vinto le elezioni proprio sventolando un antagonismo di maniera all’Europa dei 27."

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