L’anno che arriva è già cupo

ROMA- L'anno che arriva avrà un costo di oneri per le imprese di 15 miliardi di euro.

A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA.

In Italia, Le regioni più penalizzate da questo ritocco all’insù dei tassi saranno quelle dove sono maggiormente concentrate le attività produttive che si avvalgono dell’aiuto degli istituti di credito.

Gli aumenti dei tassi di interesse avranno anche delle ricadute negative sulla spesa delle famiglie, sugli investimenti delle imprese e sul costo del debito pubblico nazionale.

I nuovi aumenti dei tassi, quindi, potrebbero contribuire a frenare una crescita economica già ai limiti dei decimali, 0,2-0,3 per cento e che arriverà a nuove decimazioni nell’occupazione.

Il trend crescente dei tassi previsti provocherà anche un altro effetto negativo, i prestiti bancari complessivi sono destinati a scendere e a questa contrazione, ci saranno giri di vite sulla concessione di Mutui mentre quelli in essere saliranno nei costi, sul credito al consumo e ogni voce di sostegno creditizio.

La CGIA però rincuora, questo cielo nero andrà schiarendosi dal 2024 e inizierà una ripresa stimata all’1 forse anche 1,2%.

Ovviamente il cielo più sereno lo vedranno quelli che saranno usciti ancora in buone condizioni dalla furia della tempesta in arrivo.

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