Epatite C: screening gratis per diagnosticarla

FIRENZE - La Toscana dichiara guerra all’epatite C. Lo fa con un programma di screening gratuito destinato a tutti i nati tra il 1969 e il 1989 ) ed allargato alla popolazione carceraria e a chi è seguito dai servizi pubblici per le dipendenze. L’uso di droghe per via endovenosa, pratiche come tatuaggi, piercing o altre procedure estetiche condotte in condizioni igieniche poco sicure - oppure la condivisione di oggetti personali taglienti e pungenti contaminati da sangue (un rasoio ma anche un semplice spazzolino o taglia unghie) e determinati comportamenti sessuali - sono considerate infatti condizioni a rischio: anche le trasfusioni, ma solo fino al 1991, quando sono stati introdotti test specifici sui donatori.  Lo screening inizierà entro marzo 2023.  La delibera fissa le procedure operative per partire.  

Dall’epatite C, provocata da un virus e che si contrae mediante contatto con sangue infetto, oggi si può guarire: i nuovi agenti antivirali ad azione diretta hanno reso la cura una strategia economicamente efficace. L’importante è diagnosticarla per tempo, in modo da ridurre le complicanze. Infatti l’infezione decorre senza sintomi per anni e talvolta decenni, silente, ma può in quel tempo causare danni al fegato che possono portare alla cirrosi e al carcinoma epatico. L’infezione aumenta anche il rischio di sviluppare malattie reumatologiche, ematologiche, come il linfoma, cardiovascolari e diabete mellito.  Un danno dunque per la persona ma anche per il sistema sanitario, che si trova a gestire un numero accresciuto di malati.

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