Memoria, Empoli ricorda otto deportati livornesi

EMPOLI - Una mattinata nel segno della storia e della memoria. Un momento dedicato alla riflessione su vicende umane e valori, con la volontà di ricordare chi ha perso la vita, strappato alla propria famiglia e alla propria quotidianità e deportato nei campi di concentramento. Nella mattinata di questo martedì la città di Empoli ha omaggiato  con la collocazione di nuove pietre d'inciampo, otto uomini, livornesi, deportati a Mauthausen. Qualcuno aveva ottenuto formalmente la residenza in città, altri ancora no. Furono  arrestati a Empoli e deportati per ragioni politiche: Dino Benedetti, Pierino Bertellotti, Ermanno Calore, Alfredo Catanzano, Alfredo Nigiotti, Angelo Pensabene, Giosellino e Walde Rogai.

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La giornata commemorativa ha preso il via al Palazzo delle Esposizioni, in piazza Guido Guerra, dove sono intervenuti Brenda Barnini, sindaca di Empoli, Simone Lenzi, assessore alla Cultura del Comune di Livorno, Gunter Demnig, artista creatore delle pietre d'inciampo, e Roberto Bagnoli, presidente di ANED Empolese Valdelsa. A loro il compito di illustrare l'impegno delle amministrazioni e delle associazioni, anche attraverso i linguaggi dell'arte, nel tenere viva la memoria e nel ribadire l'importanza di valori come la democrazia, di fronte a una platea di studentesse e studenti delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado della città.

Successivamente, in Largo della Resistenza, meta del corteo partito dal Palazzo delle Esposizioni e luogo scelto per la posa delle otto pietre d'inciampo, ragazze e ragazzi delle scuole hanno dato voce alle storie di vita degli otto cittadini ricordati, affrontando il tema della deportazione al termine di un percorso formativo nato e sviluppato all'interno del progetto comunale "Investire in democrazia".

Un servizio anche nei nostri telegiornali, visibili in diretta anche online.

 

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