ROMA- Buona primavera a tutti, inizia la bella stagione con l’equinozio del 21 marzo. Il Sole e la Terra si fanno più vicini, la natura risplende, le giornate sono serene, la terra fornisce il suo tesoro più prezioso, ciò che serve all’uomo per la vita.

In tempi non industriali la primavera era il vero e proprio capodanno, l’anno nuovo, la speranza che rifioriva. Ma non è più così. L’allarme dato dagli scienziati è già storia, un primo segnale lanciato negli anni sessanta. Ci sono voluti 40 anni per portare i governi del mondo a sedersi e ad ascoltare, altri 20 per convincerli a trovare soluzioni mentre il cambiamento climatico è divenuto talmente evidente da zittire i più riottosi e a mobilitare masse sulle strade chiedendo di salvare l’unico pianeta vivente che si conosca. Il cambiamento climatico sta alterando non solo l’ambiente in cui viviamo, ma anche l’economia, le comunità e, non ultima, la salute. Se non si modificherà lo stile di vita e il consumo di energia per contenere l’incremento della temperatura globale al di sotto di 1,5 °C, le conseguenze saranno disastrose. Lo scenario presentato dall’IPCC è oramai noto a tutti, dallo scioglimento dei ghiacciai al conseguente innalzamento del livello del mare alle temperature sempre più calde.

La relazione è del 2018 e indica il 2030 come data entro la quale occorre raggiungere una base di risultati che inizi a frenare il collasso del pianeta. Dai luoghi più poveri, meno sviluppati tecnologicamente e quindi più soggetti a vivere di quello che da la Terra siamo già in fase di crollo e la migrazione umana è già iniziata, non smetterà, anzi andrà aumentando. Per andare dove non si sa perché la fuga è disperata, non ha una meta sicura e se si fugge dall’Africa, s passerà poi alla fuga dal bacino del Mediterraneo. Si pensava che la lotta al cambiamento climatico avrebbe richiesto un costo finanziario imponente ma ad oggi l’impatto economico di questo cambiamento in corso per i danni recati è già enorme.

Restano 7 anni per limitare i danni non impedirli e se ancora è rimasto un residuo riconoscibile delle stagioni, almeno anche per quest’anno, buona primavera. Ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti anche da cellulare e smartphone sul sito Granducatotv.it con la App Live tv









