Le variazioni del clima cambieranno la nostra alimentazione

Roma- Il clima che impone i suoi cambiamenti sempre più rapidi, obbligherà a necessari cambiamenti anche nelle nostre abitudini alimentari.

Di nuovo il mondo della economia primaria griderà all’allarme catastrofe.

Un fenomeno che evidenzia che le variazioni climatiche sono in corso e sono più rapide di quello che ci si immaginava. Gli effetti dei cambiamenti climatici incidono sulle rese delle colture e lo fanno a livello mondiale.

Gli equilibri economici interni dei paesi cambieranno forzatamente.

Guardando alla sola Italia, la produzione dell’olio è crollata del 27%, meglio che in Spagna dove ha raggiunto il 56% in meno o in Grecia con meno 34%

Non si tratta di fluttuazioni stagionali ma di moria degli olivi a causa di condizioni climatiche diverse all’habitat naturale. Cala anche la capacità produttiva del vino, del grano, delle verdure, in percentuali minori ma pur sempre in negativo.

Un calo che si sposa con una impennata delle spese energetiche e questo ricade sia sui produttori che ricavano sempre meno e spesso giungono a chiudere e i consumatori il cui prodotto da acquistare aumenta il suo prezzo e se eccessivo è meglio rinunciare .

Guardando a medio termine, il 2040, a livello mondiale i tre quarti dei paesi che traggono un ampio reddito dall’economia primaria come l’Africa con il cacao, L’India con il grano, il Brasile con la frutta dovranno cambiare le loro scelte o ci sarà il collasso.

Stessa cosa anche in Italia o si cambia tipologia o la fine è certa. Facciamo un esempio, la Sicilia dovrà dimenticare la sua fama relativa ai limoni, alle arance e ai mandarini dove i tagli produttivi hanno raggiunto quote tra il 20 e il 50% mentre invece sono triplicati i valori produttivi della frutta esotica.

Il vino tenderà a scomparire in regioni di remota tradizione storica come la Sicilia e la Calabria mentre si affacciano sul mercato vitivinicolo paesi nuovi come il Belgio, l’Olanda, la Danimarca, impensabile fino a 10 anni fa.

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