Venti sbarchi in Toscana delle navi con i migranti

Ora sono venti gli sbarchi delle navi con i migranti salvati in mare, in Toscana.

L’altro giorno, al porto di Livorno, è arrivata la decima nave. Quello della Ocean Viking è stato il primo sbarco del 2024, il primo in assoluto fu nel dicembre del 2022, poco più di 13 mesi fa.

Sono stati dieci finora anche gli arrivi a Marina di Carrara, altro scalo toscano che il Governo ha scelto per far sbarcare le persone soccorse dalle Ong. L’ultimo in questo caso domenica mattina.

I sindaci reagiscono agli arrivi delle navi don i migranti

In tutti i casi si tratta di viaggi molto lontani dalle acque in cui è avvenuto il salvataggio, e questo continua ad alimentare forti polemiche tra le organizzazioni non governative e il ministero degli Interni. Anche le istituzioni locali, e in particolare i sindaci di Livorno e Carrara e presidente e assessora della Regione Toscana, sono tornate a prendere posizione. Lo hanno fatto in maniera forte e decisa sia il sindaco Salvetti e che la sua collega Arrighi. Venti navi con i migranti sono troppe per una regione come l nostra, hanno evidenziato.

Il Governo vuole i Cpr (anche in Toscana)

Hanno contestato questa scelta che comporta un trasferimento lungo e pericoloso. E hanno soprattutto chiesto più risorse per favorire la sistemazione e l’integrazione dei migranti dopo il loro arrivo. Hanno evidenziato che altrimenti potrebbero finire nelle mani delle organizzazioni criminali. Da parte del Governo l’obiettivo è quello di creare un Cpr (un centro di permanenza temporanea) anche in Toscana per ospitare provvisoriamente le persone immigrate in Italia in modo irregolare, senza diritto di rstare e in attesa di espulsione.

Ora sono dieci queste strutture, sono collocate in otto regioni diverse. E non mancano le polemiche, anche dopo gli ultimi tragici fatti di cronaca.

In Toscana però non c’è stato accordo con la giunta regionale e per ora la decisione non c’è stata, la scelta dunque sembra rinviata. E probabilmente una struttura così non basterebbe neppure ad ospitare tutte le persone che dovrebbero (in teoria) essere rimpatriate e che sono sbarcate nei nostri porti.

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