Morti sul lavoro, dati allarmanti anche in Toscana

Non si ferma la piaga delle morti sul lavoro. L'ultimo caso martedì 12 novembre a Lucca.

Ma a 69 anni si può ancora lavorare nel piazzale di una cartiera a scaricare merce? La domanda, che si saranno posti in tanti, l’ha rivolta pubblicamente a margine di un convegno anche l’assessora al lavoro della Regione Toscana, Alessandra Nardini.

Al di là delle questioni formali e contrattuali, che dovrà chiarire l’inchiesta, Luca Cavati è un’altra vittima del lavoro di questo terribile 2024 in Toscana. Cominciato con il crollo di via Mariti a Firenze, dove si stava costruendo un nuovo centro commerciale: in quel disastro morirono cinque persone. E poi abbiamo registrato tanti altri tragici episodi a Lucca, Pontassieve, Garfagnana. E in primavera c’è stata anche l’esplosione della centrale idroelettrica tra Emilia e Toscana, che provocò addirittura sette morti. Una vittima era originaria di Forcoli in Valdera.

Negli ultimi cinque anni ci sono stati quasi 400 morti nella nostra regione e oltre 230mila infortuni. Dati che appaiono davvero incredibili. Nel 2023 c’erano state 57 vittime, trenta in meno dell’anno prima.  Ed erano scesi sotto 50mila gli infortuni. Le province di Firenze e Pisa, per le loro dimensioni ma anche per la grande quantità di cantieri aperti, sono in cima a questa triste classifica.

In Italia da gennaio a luglio c’erano stati già 377 i morti sul lavoro (+3% rispetto al 2023). Tra i settori nei quali si sono registrati i pericoli più grandi ci sono certamente l’edilizia, la movimentazione delle merci, la meccanica. Ma è soprattutto l’agricoltura che ha i numeri peggiori. Troppo rischiosi cewrti lavori con le macchine agricole, spesso fatti in maniera impropria.

La fascia di età più colpita è quella dei lavoratori tra 45 e 59 anni.

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