CALENZANO - Questo è il giorno del lutto e della rabbia. Ora che sono state recuperate le salme delle ultime tre vittime dell’esplosione del deposito di Calenzano, Davide Baronti Franco Cirelli e Gerardo Pepe, che si aggiungono ai nomi di Vincenzo Martinelli e Carmelo Corso i cui corpi furono recuperati già lunedì, quel che rimane è appunto la rabbia e l’indignazione per l’ennesima tragedia sul lavoro, ma anche la volontà di conoscerne le cause, di capire cos’è accaduto.

Le indagini
Nella giornata di martedì infatti la procura di Prato, che coordina le indagini, ha disposto la perquisizione di quel che resta delle struttura. I carabinieri hanno dunque acquisito documenti e altro materiale che riguardano i lavori di manutenzione dell’impianto, che nel momento del disastro si stavano svolgendo proprio nell’area di carico dei carburanti. E’ proprio questo il punto su cui si stanno concentrando le indagini: la concomitanza temporale tra le operazioni di carico e la riparazione di una linea di benzina dismessa. Manutenzioni affidate ad una ditta di Potenza, per cui lavoravano due delle vittime Pepe e Cirelli.
Secondo quanto si apprende da alcuni quotidiani i reati ipotizzati, ad ora contro ignoti, sono omicidio colposo plurimo, lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e disastro colposo . Intanto Eni, che gestisce l’impianto, ha garantito la massima collaborazione con gli inquirenti.
I feriti
Ci sono lutto, rabbia, ma anche apprensione per le condizioni dei feriti. La maggior parte di loro sono stati dismessi dagli ospedali, ne resta uno a Careggi e due, in condizioni critiche al centro grandi ustioni dell’ospedale Cisanello. Sono il camionista livornese Emiliano Braccini di 51 anni e Luigi Murno trentasettenne di Potenza.
Le manifestazioni di cordoglio
Un episodio drammatico che mette ancora una volta in sotto i riflettori la questione della sicurezza sul lavoro. Martedì alla raffineria di Stagno i lavoratori dell’indotto hanno scioperato per esprimere il loro cordoglio e la loro rabbia. Questo mercoledì invece hanno scioperato i dipendenti Eni. scioperi anche in altre località della toscana e perfino in Liguria.
Giorni in cui anche la politica ha manifestato il proprio lutto: la seduta del consiglio regionale si è aperta con un minuto di silenzio, e poi è proseguita con un dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Minuto di silenzio con cui si è aperta anche la seduta del Senato.
Un servizio dedicato anche nei nostri telegiornali, disponibili in diretta anche qui.









