Si rianima la politica dopo le feste di fine anno, in Toscana si va verso le Regionali.
Il 2025, dal punto di vista elettorale, sarà un anno decisamente anomalo. Non si voterà infatti per i Comuni in scadenza. La ragione è semplice: cinque anni fa eravamo in piena emergenza Covid e le elezioni, ad Arezzo, a Cascina, a Viareggio e in poche altre città, si svolsero tra settembre e ottobre. Il Governo ha deciso un rinvio alla primavera successiva, quella del 2026. Insomma, ogni sindaco e ogni Consiglio comunale resteranno in carica cinque anni e mezzo.
Verso le Regionali: ipotesi del voto ad ottobre
Potrà però mai esserci un intero anno senza l’appuntamento alle urne? Certo che no. E infatti, salvo ripensamenti, in autunno si voterà per la Regione Toscana, insomma per eleggere il presidente della giunta e tutto il Consiglio. La data è incerta, l’altra volta si votò il 20 e il 21 settembre e lo scontro fu soprattutto tra Eugenio Giani (che poi ha vinto) e Susanna Ceccardi. Senza una legge dello Stato la scadenza sarà rispettata e probabilmente si voterà ad ottobre. Stavolta la sfida principale, oltre a Giani che per ora non ha rivali nel Centrosinistra, dovrebbe vedere impegnato Alessandro Tomasi, attuale sindaco di Pistoia, per lo schieramento di Centrodestra.
Saranno elezioni dal forte peso politico. Oltre che in Toscana si voterà infatti in Veneto, nelle Marche, in Puglia, in Campania, in Valle d’Aosta. Per questo potrebbe esserci anche la scelta di una unica data nazionale (e comunque non è mai semplice mettere tutti d’accordo).
C’è anche la polemica sul terzo mandato eventuale di Vincenzo De Luca in Campania ad agitare le acque di questi primi giorni dell’anno. La legge che lo consentirebbe la Campania se l’è fatta, il Governo però la impugna e lo stesso suo partito non vuole che De Luca si ripresenti. La storia è la stessa per Zaia in Veneto, anche lui alla fine del secondo mandato. Non potrà ricandidarsi, anche se la sua Regione ospiterà le prossime Olimpiadi invernali.
Le idee di Giani sulle alleanze e la vicenda del rigassificatore
Giani, fuori dalla partita (è in carica per la prima volta), dice che per un presidente due mandati sono sufficienti e non entra nel merito della decisione finale per i consiglieri regionali che hanno già fatto due mandati (e sono molti). Poi spiega di volere un’alleanza che parta da Italia Viva e comprenda anche i 5 Stelle.
Sulla Toscana peserà un’altra vicenda, quella dello spostamento del rigassificatore (vedi qui) da Piombino. In Liguria tutti i gruppi del Consiglio regionale hanno detto no, non lo vogliono proprio. A Piombino il sindaco sottolinea che gli impegni saranno rispettati e a metà dell’anno prossimo la nave se ne andrà. Facile aspettarsi che sarà uno degli argomenti della prossima campagna elettorale.










