Pisa- I fiumi vengono gradatamente cancellati, se ne perde una fetta ogni anno. Lo studio viene dal dipartimento di Scienze della Terra dell’Università ed è stato pubblicato sulla rivista Estuarine, Coastal and Shelf Science. Due terzi dei principali fiumi italiani è a rischio erosione con un fenomeno di arretramento di circa 10 metri l’anno.
La ricerca, condotta dalla professoressa Monica Bini e dal dottor Marco Luppichini del dipartimento di scienze della terra dell’Università di Pisa.
Il quadro emerge da uno studio nel quale sono stati analizzati i cambiamenti delle coste sabbiose negli ultimi 40 anni. Utilizzando un software che analizza immagini satellitari, Bini e Luppicchini hanno ricostruito l’evoluzione della costa italiana. “Il cambiamento climatico sta avendo un impatto significativo sull'evoluzione delle coste italiane, hanno spiegato, in particolare incidono la diminuzione delle precipitazioni e l’aumento degli eventi meteorologici estremi che alterano il ciclo idrologico e la capacità dei corsi d’acqua di trasportare sedimenti fino alla costa. A questo si aggiungono l’innalzamento del livello del mare, che contribuisce alla scomparsa di tratti di litorale, e l’incremento della temperatura delle acque superficiali del Mediterraneo che intensifica tempeste e mareggiate, accelerando il processo erosivo e riducendo la resilienza delle spiagge”. Per la Toscana le aree più a rischio sono il Serchio, l’Arno e l’Ombrone. Nel dettaglio l’arretramento dei fiumi toscani è di 2-3 metri l’anno mentre l’Ombrone arriva a 6. E’ a rischio l’intero ecosistema del Parco della Maremma. Da precisare che la media di arretramento non è costante ma progressiva ovvero essa è iniziata con qualche centimetro quaranta anni fa e ha raggiunto la mezza dozzina di metri nel corso degli anni e quindi tende ad aumentare il morso distruttivo, senza alcun modello di intervento, nel volgere del prossimo decennio potrebbe venire erosa una fetta di fiume più consistente e questa volta ben visibile allo sguardo umano.










