Infrastrutture digitali: finanziato il progetto della Scuola Sant’Anna

PISA - Progettare nuove soluzioni algoritmiche per la compressione dei dati e sviluppare un motore di ricerca con caratteristiche uniche per migliorare l’accessibilità al Software Heritage Archive, il più grande archivio del mondo che consente la raccolta, la conservazione e l'accesso libero e perpetuo al codice sorgente di milioni di librerie software disponibili pubblicamente sul Web. Sono questi i due obiettivi principali del progetto biennale coordinato da Paolo Ferragina, professore ordinario di Informatica della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Università di Pisa, e finanziato dalla Alfred P. Sloan Foundation, ente filantropico statunitense tra i più importanti sostenitori della ricerca in ambito scientifico, tecnologico, ingegneristico, matematico ed economico.

“È una grande soddisfazione aver visto finanziato un progetto così sfidante e ambizioso, e poter dare il nostro apporto con due contributi di ricerca e sviluppo software che valorizzano le expertise della scuola algoritmica pisana: la compressione dati, volta a risparmiare l’enorme spazio di memorizzazione del Software Heritage Archive e a efficientare così la sostenibilità della sua infrastruttura digitale; e lo sviluppo di un motore di ricerca che individui efficientemente ed efficacemente nell’enorme mole di software disponibile nell’archivio quelle porzioni di codice che sono possibilmente diverse sintatticamente da un codice cercato ma quanto più equivalenti a esso dal punto di vista computazionale. L’incredibile dimensione e unicità dell’archivio daranno alle nostre soluzioni algoritmiche un impatto significativo, visto il ruolo cruciale che il software riveste oggi nella ricerca scientifica, e nei processi e prodotti industriali” dichiara Paolo Ferragina.

Il Software Heritage Archive (SWH) nasce nel 2016 da un’iniziativa no profit promossa da INRIA (istituto nazionale francese di ricerca in informatica), in collaborazione con l’UNESCO, e coordinata dal Prof. Roberto Di Cosmo. Attualmente, l’archivio conserva oltre 23 miliardi di file, provenienti da più di 350 milioni di progetti software disponibili pubblicamente sul Web, e creati da più di 85 milioni di programmatori. Un vero e proprio patrimonio immateriale dell’Informatica e un punto di accesso unico a una vasta base di conoscenza tecnologica, necessaria per sostenere la trasformazione digitale e l'innovazione, visto il ruolo cruciale che il software riveste oggi in varie attività scientifiche e industriali.

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