San Vincenzo - Era esattamente il 28 marzo, quando come in un film un portavalori della Battistolli venne assaltato lungo la Variante a San Vincenzo. Una scena apocalittica, ripresa anche dalle persone che dalle colline intorno stavano assistendo alla scena che seminò il terrore. Due i furgoni bloccati da un commando di circa 10 persone con il volto coperto da passamontagna, armate anche con i fucili, uno dei mezzi venne fatto esplodere intorno alle 18 del pomeriggio, per fortuna nessun ferito. Caricati su un auto i sacchi con i soldi delle pensioni che erano destinati alle poste della Maremma, auto che poi è fuggita verso sud in direzione Roma.
Da quel momento le indagini dei Carabinieri non si sono mai fermate e si sono avvalse anche di tutti i filmati girati dalle persone con i telefonini adesso agli atti dell’inchiesta delegata dalla procura di Livorno.
Dalle comparazioni audio emerge un accento sardo utilizzato dai responsabili dell’assalto, complice il momento di tensione che avrebbe reso impossibile dissimularlo. Una pista avvalorata anche da altri episodi analoghi che avrebbero le stesse modalità messe in atto all’uscita di San Vincenzo.

Inoltre su una delle auto ritrovate, abbandonata dopo il colpo, è stata sequestrata una pistola, risultata appartenere a una delle 5 guardie giurate costrette a scendere dai furgoni. Le indagini proseguono in parallelo all’attenzione sul tema della sicurezza per il trasporto valori e i rischi per l’incolumità delle guardie giurate.









