Livorno - Si è conclusa la Goldoni la stagione lirica con la replica della messa in scena del Falstaff, una commedia lirica in tre atti composta da Giuseppe Verdi a 80 anni con libretto di Arrigo Boito.
La stagione lirica del teatro si era aperta proprio con questo compositore con la Messa da Requiem e il 24 e il 26 aprile è stato sempre Verdi protagonista con una versione di Falstaff fedele alla partitura già ricca di straordinaria fusione con i due drammi di Shakespeare “le allegre comari di WindsorE e “EnricoIV”. ma commistionata di spunti moderni e contemporanei a partire dall’ambientazione circense.
Il nuovo allestimento è stato realizzato in coproduzione con SNG Opera in balet della città di Ljubljana dove ha debuttato con successo lo scorso ottobre sotto la guida del direttore d’orchestra Marco Guidarini, protagonista anche nella ripresa livornese.
La regia è di Emanuele Gamba, direttore artistico della Fondazione Teatro Goldoni che reduce dell’esperienza slovena la racconta così:
Un’opera che rompe gli schemi precedenti della composizione verdiana chiudendo una felice parabola artistica durata mezzo secolo. Un messaggio che Verdi ha voluto lasciare ai posteri, la vita non è che burla quasi a irridere dei piccoli grandi drammi umani con una leggerezza e un’ironia riscoperte e valorizzate proprio gli ultimi anni della sua vita. Verdi fu capace di reinventarsi, riscoprirsi, donarsi e donando al pubblico qualcosa di comico che però manteneva il grande equilibrio del repertorio verdiano.
Un ultimo messaggio inno all’ironia e alla bellezza della vita intesa come gioco.










