Ciminiera con fumo nero, Chiesa ancora senza Papa

Roma- Occhi puntati sulla stretta e lunga ciminiera per indagare sul colore del fumo constatando che la fumata delle 11.51 è stata nera.

Nessun nome vincente è quindi emerso nelle scelte operate dai Cardinali con potere di voto riuniti nel salone della celeberrima cappella sistina.

È da lì che uscirà la fumata, simbolo millenario che racchiude uno dei riti più solenni e misteriosi della Chiesa cattolica. Bianca o nera. Attesa o delusione. Silenzio o esultanza. Una nuvola di fumo, e tutto cambia. Abbiamo il Papa.

Il passo successivo, quando sarà, avverrà con l’indicazione del nome che, ricordiamo, non è una questione di simpatia per uno o per l’altro nome ma per la strada, le scelte intraprese dal predecessore che porta lo stesso nome, insomma un biglietto programmatico.

Tutto ruota intorno a un piccolo tubo di metallo, innalzato sopra i tetti della Sistina, che diventa faro mediatico globale.

Lì sopra, su quel camino, si concentra l’attenzione di credenti e curiosi, tra riti antichi e modernissima diretta. Tra incensi e cellulari, tra millenni di fede e istantanee virali. Il mondo è cambiato, ma il Conclave resta. E quel fumo, in fondo, è ancora il linguaggio più semplice e potente che la Chiesa conosca per dire al mondo.

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