Il Governo impugna la legge toscana sul fine vita

Il Governo ha deciso di impugnare la legge toscana sul fine vita. Il Consiglio regionale l’aveva approvata lo scorso 11 febbraio (leggi qui).

Il primo a darne notizia è stato direttamente il presidente della Regione Eugenio Giani. “E’ paradossale – dichiara Giani – che, invece di lavorare su una legga nazionale, il Governo scelga di ostacolare chi si è impegnato per attuare quanto è stabilito dalla Corte Costituzionale”. Prosegue poi preannunciando la volontà di difendere in tutti i modi questa legge, di cui tutta Italia aveva parlato. E adesso si stavano muovendo anche altre Regioni.

Sulla stessa linea i commenti degli esponenti di Centrosinistra. La legge in aula era stata approvata dai consiglieri del Pd (con un’unica astensione), di Italia Viva e del Movimento 5 Stelle.

Il presidente del Consiglio regionale, Mazzeo, aggiunge una considerazione politica e dice che il Governo, impugnando questa legge ma anche quelle sui balneari prima e sugli affitti brevi dopo, vuole bloccare la Toscana che riforma.

Il Centrodestra invece plaude alla decisione da Roma. Tra i primi ad intervenire, il capogruppo di Forza Italia Stella.

Ricordiamo che proprio dai gruppi di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia era partito subito un ricorso al collegio di garanzia statutaria, che faceva riferimento alla non competenza della Regione. Il ricorso però, a Firenze, era stato respinto.

Il movimento Pro Vita due giorni fa aveva consegnato al Governo 31mila firme di una petizione popolare contro questa legge.

Adesso la decisione del Governo rimanda tutto ancora alla Corte costituzionale. Oppure, vista l’eco che sta suscitando la vicenda, spingerà il Parlamento ad attivarsi per fare una legge nazionale.

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