103 anni dalla nascita di Enrico Berlinguer, il ricordo del Pci regionale

Non è cosa semplice, nel 103° anniversario della nascita come in ogni altra occasione, ricordare in sintesi
Enrico Berlinguer, Segretario del più grande Partito Comunista dell’Occidente, figura complessa in un
periodo di transizione della storia politica del secolo scorso: tanto meno attualizzarne, per quanto ancora
attinente al nostro contesto, l’insegnamento politico.
È però ovvio anche ai meno informati che nella politica italiana di oggi il valore di Berlinguer sta tutto nella
spendibilità della sua immagine di brava persona amata da tutti: un’icona dal contenuto non politico ma
solamente emotivo messa a punto e sfruttata regolarmente dai partiti neodemocristiani, della sinistra
capitalista e neoliberista che si sono appropriati dei vari lasciti, in termini di popolarità, del P.C.I. storico.
Chi davvero intendesse rifarsi a Enrico Berlinguer, calandolo in maniera concreta nell’attualità invece di
usarlo come brand per cercare di menare per il naso, prendendosene gioco, elettori e non, potrebbe per
esempio cominciare, se non altro, a trarre ispirazione dalle sue considerazioni in materia di pace e relazioni
internazionali, per poi smettere di parlare di pace da una parte e di promuovere invii di armi e retoriche
belliciste dall’altra.

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