PISA - Disagi sul canale dei Navicelli per l'accesso e l'uscita dal porto di Livorno. E' quanto denuncia l'Unione Industriali Pisana che nelle scorse ore ha convocato gli organi d'informazione per puntare il dito contro chi ostacola la movimentazione delle imbarcazioni che utilizzano il canale dei Navicelli per entrare o uscire dal porto di Livorno.

"Da circa due settimane l'Autorità Portuale di Livorno - si legge in un comunicato diffuso dall'Unione Industriali Pisana - ha deciso di far ormeggiare una nave da carico macchine all'imbocco dell'uscita del canale dei Navicelli, a differenza di come avvenuto altre volte quando, in situazioni analoghe, questo tipo di navi veniva ormeggiato a una distanza di almeno cento metri rispetto all'ingresso del Canale. Da 15 giorni circa è quindi impedita l'uscita e l'entrata nel canale dei Navicelli." Ci sono stati dei tentativi di interlocuzione ma ad oggi non hanno portato alcun esito. Alla conferenza stampa c'era il presidente degli industriali Andrea MAdonna e il suo vice Stefano Bottai e il presidente del Gruppop Nautici dell'Unione, CLaudio Rossi.
Nel pomeriggio è giunta la nota dell'Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale: "Stamani, in una nota stampa, Confindustria Pisa ha in estrema sintesi lamentato la situazione di criticità patita dai cantieri navali dislocati lungo il canale dei navicelli con riferimento alle manovre di ingresso e uscita dal porto commerciale. Come noto, al momento le unità e i convogli in transito dallo scolmatore devono attraversare le porte vinciane e, qundi, le aree operative della Darsena Toscana del porto di Livorno.
“Mi rendo conto che non è facile far convivere le esigenze operative di accosto dello scalo portuale livornese con quelle produttive della cantieristica pisana, soprattutto se si pensa che l’una e l’altra sono soggetti a dinamiche evolutive di non trascurabile conto” premette il commissario straordinario dell’AdSP, Davide Gariglio.
“Capisco quindi il disagio lamentato dai cantieri e confermo la piena disponibilità che gli uffici della AdSp hanno già iniziato a manifestare per affrontare e risolvere la questione in sinergia con i soggetti istituzionali interessati; cionondimeno, al netto di quella che può essere la genesi dell’attuale situazione - figlia soprattutto degli aumenti dimensionali che hanno interessato l’attività produttiva della cantieristica, con effetti limitanti dovuti al passaggio attraverso aree di manovra oggettivamente limitate, come quelle portuali - ritengo sia quanto mai necessario seguitare a traguardare l’obiettivo di un costante scambio di informazioni sulle reciproche esigenze operative, per addivenire a forme di pianificazione condivise delle stesse” dichiara il n.1 del porto di Livorno, sottolineando che: “Di recente, dopo una riunione sul tema, abbiamo iniziato a rendere disponibili le previsioni settimanali di operatività di alcuni accosti portuali (quelli interessati dalla questione), e siamo sicuri che a breve, come da intese, la Pisa Port Authority possa fare altrettanto con le proprie esigenze operative, proprio al fine di individuare il miglior equilibrio possibile”.
Quanto al caso specifico, il commissario ricorda che il posizionamento del pontone in uso dalla Cilp per l’accosto delle navi eco della Grimaldi - ritenuto critico per l’entrata e uscita degli yacht dal porto - era stato concordato preventivamente dai soggetti istituzionali interessati in apposite riunioni organizzate nei mesi scorsi, in attuazione delle previsioni del Piano Regolatore Portuale.
“Si ritiene sia forse prioritario a questo punto indire un’altra riunione per valutare ulteriori prescrizioni che garantiscano agli yacht più grandi la possibilità di effettuare le manovre di ingresso e in uscita dal porto in tutta sicurezza, senza alcun tipo di impedimento” è l’idea lanciata da Gariglio.
Se la pianificazione condivisa e la valutazione di ulteriori misure prescrittive per il transito dei convogli più grandi sono considerate dall’ente portuale dei validi accorgimenti per provare a superare momentaneamente le criticità, l’obiettivo da raggiungere per la risoluzione definitiva del problema rimane però la realizzazione del nuovo nuovo ponte viario sulla parte estrema dello Scolmatore dell’Arno, in località Calambrone, infrastruttura che permetterà agli yacht dei cantieri navali presenti sul Canale dei navicelli di uscire in mare aperto senza dover passare dal porto.
l’AdSP sta contribuendo concretamente alla realizzazione di questo ponte, mettendo a disposizione della fase di progettazione 400 mila euro, risorse già stanziate nel piano triennale delle opere.
“Le istituzioni e la stessa opinione pubblica sono consapevoli che non si può più prescindere da questa infrastruttura” ammette Gariglio, che aggiunge: “Occorre organizzare una nuova riunione con i soggetti coinvolti per valutare la possibilità di imprimere una ulteriore accelerazione alla realizzazione dell’opera”.
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