Gli effetti dei dazi di Trump sulle imprese toscane

Con i dazi di Trump, il mondo torna agli anni Trenta del Novecento. E rinnega quella globalizzazione che un altro presidente repubblicano, Ronald Reagan, impose negli anni Ottanta.

E le imprese toscane, che esportano moltissimo negli Stati Uniti, ora devono fare i conti. E aggiustare la mira. Perché il 15% su molti dei loro prodotti è meno di quello che si temeva ma è molto di più di quello che c’era prima. E le conseguenze possono essere molto negative per tante aziende.

Sul tema abbiamo sentito un economista, docente all’Università Roma Tre. È Fabio Masini, al nostro telegiornale del 28 luglio spiega che per un certo tipo di prodotti “di nicchia” non ci saranno grandi ripercussioni. Per tutti gli altri, il costo inciderà. E servirà aprirsi ad altri mercati. Masini cita gli esempi di India e Brasile. La politica, per l’esperto, dovrà favorire questa conversione e sostenere nell’immediato le nostre imprese a non perdere quote di mercato, nonostante i dazi di Trump.

L'Europa poteva contrastare di più questa politica statunitense? Per Masini non è semplice, perchè ogni Stato nazionale persegue i propri obiettivi.

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