Regionali: le divisioni dei 5 Stelle frenano il campo largo

La ribellione di una parte consistente della base del Movimento 5 Stelle, soprattutto sulla costa, non stupisce più di tanto ma ora mette a rischio il campo largo. Era nell’aria, c’è chi dice che anche il comunicato che annuncia il no all’alleanza con il Pd e al sostegno a Giani fosse pronto da tempo. Fatto è che la notizia è piombata come un fulmine lunedì pomeriggio in redazione, come sanno i nostri telespettatori. In più, di fronte ad un accordo che ormai sembrava cosa fatta, a Livorno c’è stata anche la minaccia di autosospendersi dal Movimento. Tanto che è dovuta intervenire la coordinatrice regionale Irene Galletti per richiamare tutti alla “responsabilità”.

Venerdì la riunione del 'campo largo'

La risposta del Partito Democratico comunque non si è fatta attendere. Venerdì 1° agosto il segretario Emiliano Fossi ha convocato tutta la possibile coalizione di Centrosinistra, in pratica il campo largo. Rispondendo così anche alle sollecitazioni di Alleanza Verdi e Sinistra che più volte, nelle ultime ore, aveva invocato un confronto diretto sul programma.

Il risultato di questa ennesima impasse è che la candidatura di Giani, scontatissima, resta tuttavia congelata per un’altra settimana. E le elezioni si avvicinano. Il progetto del campo largo, tanto voluto da Elly Schlein, per ora resta sospeso.

Il Centrodestra potrebbe arrivare prima

Potrebbe essere così che al traguardo delle candidature arrivi prima il Centrodestra. Perché in queste ore Meloni, Salvini, Tajani e Lupi si troveranno di nuovo a Roma, scioglieranno presumibilmente i nodi del Veneto e della Campania e, salvo colpi di scena, daranno il via libera ad Alessandro Tomasi. Il sindaco di Pistoia, che ha detto a Telegranducato che in ogni caso siederà in Consiglio regionale (si che vinca sia che perda le elezioni), ostenta la massima tranquillità.

Consiglio regionale: tour de force finale

Fin qui le manovre politiche dei due schieramenti principali, intanto a Firenze comincia l’ultimo tour de force del Consiglio regionale. Saranno due settimane di fuoco, con tutti gli ultimi provvedimenti da discutere e da votare. In attesa che, dopo i candidati alla presidenza, si definiscano anche le liste per il Consiglio regionale. Altra questione spinosa, soprattutto per il Pd, che dovrà sciogliere l’enigma del terzo mandato per tanti consiglieri uscenti.

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