Controlli su quasi 900 aziende agricole, verifiche su circa 3mila e 600 posizioni lavorative, sanzioni e ammende per oltre 4 milioni e 200 mila euro. Sono alcuni dei risultati della imponente attività di controlli a tappeto avviata dal Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro, realizzata dal 31 luglio all'11 agosto, che fa emergere un quadro molto critico sul fenomeno del caporalato in agricoltura. Nell'operazione sono state impiegate squadre ispettive del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro dei reparti territoriali, ossia stazioni, tenenze e compagnie.

I controlli hanno riguardato 888 aziende, di cui 468 sono risultate irregolari (52,70%). Tra le posizioni lavorative verificate, 1557 riguardano lavoratori extracomunitari, di cui 79 impiegati "in nero" mentre 30 sono risultati clandestini; 19 sono stati i minori trovati sui luoghi di lavoro, di cui 9 impiegati "in nero". I controlli hanno portato a 113 provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale (il 12,72% delle 888 aziende ispezionate), di cui 51 per "lavoro nero", 50 per gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro . Denunciate 470 persone, responsabili di violazioni del Testo Unico sull'immigrazione, della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, il cosiddetto "caporalato" e di altre fattispecie penali, tra le quali falso ideologico e somministrazione fraudolenta di manodopera.









