Scaricava liquami nel tombino, operazione della Gdf

LIVORNO - I militari della Sezione Operativa Navale di Portoferraio, hanno sorpreso un autospurgo che scaricava  i rifiuti liquidi contenuti in una cisterna, all’interno di un tombino di raccolta delle acque piovane del Comune Porto Azzurro, anziché presso la discarica autorizzata.

Durante le attività di controllo nei riguardi della società  la Guardia di Finanza ha appurato una che la ditta proventi non dichiarati pari ad oltre € 190.000.

In sostanza, è emerso che la società offriva il servizio di raccolta e smaltimento di acque reflue per lo più ad abitazioni private ottenendo dai proprietari il corrispettivo della prestazione senza rilascio dei previsti documenti fiscali e amministrativi e sversando il materiale presso punti di raccolta pubblici presenti sul territorio elbano.

Un ruolo chiave nel corso del servizio in parola è da attribuire all’incisività dello strumento delle indagini bancarie, grazie al quale è stato possibile ricostruire - in capo alla società e ai due soci in amministrazione congiunta - consistenti operazioni in accredito non adeguatamente giustificate dai contribuenti, nonché l’importante ausilio fornito dal sistema di videosorveglianza in uso al Comune di Porto Azzurro, che ha permesso di individuare ulteriori 14 analoghi episodi verificatisi tra i mesi di marzo ed aprile 2025.

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