La partita delle Regionali dunque è finita 3-3 ma l'astensione cresce drammaticamente. Al Centrodestra restano Marche, Calabria e Veneto. Il Centrosinistra torna a vincere in Toscana, Puglia e Campania.
L’ultimo round elettorale, il più importante perché si votava contemporaneamente in tre grandi regioni come Veneto, Puglia e Campania, non ha regalato grandi sorprese, almeno per i presidenti. E anche se quelli di prima, popolarissimi (Zaia, Emiliano, De Luca) hanno dovuto lasciare spazio ad altri colleghi di partito (o di coalizione), il risultato non è cambiato. E cosi hanno vinto nettamente Stefani (in Veneto), Decaro (in Puglia) e Fico (in Campania)
Astensione record, per Rossi è una “emergenza democratica“
Resta il problema dell’astensione, molto bassa ovunque (sotto il 45% in tutte e tre le regioni). Così come era stata anche in Toscana quaranta giorni fa. I fattori che incidono, lo sappiamo, sono molteplici, ma il fenomeno non può non interrogare oggi la politica a tutti i livelli.
Per Emanuele Rossi (scuola Superiore Sant'Anna) si tratta di una "vera e propria emergenza democratica". Non è un episodio isolato, né riguarda solo le Regioni. La questione, secondo lui, dovrebbe diventare una priorità per chi ha a cuore la democrazia. Ne parla nel nostro tg della sera del 24 novembre.
Il voto delle liste e la parabola di 5 Stelle e Lega
In queste ore l’analisi si concentra anche sull’esito delle singole liste. E soprattutto su quelli della Lega da un lato e del Movimento 5 Stelle dall’altro, usciti male dal voto toscano del 12 e 13 ottobre.
I 5 Stelle, dopo la Sardegna, adesso governeranno anche la Campania, ma il risultato generale è inferiore alle attese E potrebbe indurre ad un ripensamento sulle alleanze.
La Lega invece regge in Veneto grazie al capolista Zaia (in un derby serrato con Fratelli d’Italia) ma resta su valori molto bassi al Sud. E questo potrebbe far cambiare strategia, tornando a concentrarsi nelle zone dove è nata e si è sviluppata.
La corsa verso le elezioni del 2027
L’impressione generale è che in questi ultimi mesi la situazione politica non sia cambiata granché. Il panorama appare statico. L’orizzonte va già diritto alle politiche del 2027. In mezzo certo ci saranno le Comunali nella prossima primavera ma lo scontro vero ormai sarà quello per eleggere il prossimo Parlamento.










