
Livorno - Grande successo anche per il secondo appuntamento di “vino in scena”, l’iniziativa che si svolge ai 4 Mori a Livorno e che nasce per raccontare il vino attraverso il linguaggio del cinema e del teatro, trasformando la degustazione in uno spettacolo dal vivo.
Protagonista del secondo appuntamento è stata la storia di Italo Zingarelli, produttore cinematografico di Lo chiamavano Trinità e fondatore di Rocca delle Macìe, una delle cantine simbolo del Chianti Classico.
Un intreccio affascinante tra set cinematografici e filari, tra il successo internazionale del western all’italiana con Bud Spencer e Terence Hill e la scelta, controcorrente, di investire nella terra toscana trasformando una visione imprenditoriale in un progetto vitivinicolo destinato a lasciare il segno.

A rendere l’appuntamento ancora più speciale è stata la presenza di Sergio Zingarelli, figlio di Italo, che ha accompagnato il pubblico nel racconto dei vini e della storia familiare, offrendo uno sguardo diretto e personale su un percorso che unisce cinema e vino.
“Vino in scena” è un format ideato e organizzato da Simone Nannipieri (Wine Educator), insieme a Serena Cassarri (direttrice dei 4 Mori) e Claudio Monteleone (autore e interprete narrativo).
Non si tratta di una rassegna di degustazioni né di una serie di conferenze, ma di vere e proprie performance narrative, in cui parole, immagini, recitazione e vino convivono in un’unica esperienza. Ogni serata è costruita come un racconto, con una drammaturgia precisa e un ritmo teatrale, dove la degustazione non interrompe la narrazione ma ne diventa parte integrante.

Il prossimo appuntamento di “vino in scena” è in programma, sempre al cinema teatro 4 Mori a Livorno, sabato 11 aprile dalle ore 19 con "La leggenda del Gallo Nero"
Un viaggio nel cuore del Chianti Classico: simboli, identità territoriale e storie che parlano di radici profonde.










