Gli effetti della nuova grave crisi energetica si vedono già su due fronti: quello dei rincari per gas e luce e quello dei viaggi (in auto ma soprattutto in aereo). E la questione preoccupa.
I toscani (famiglie e imprese) potrebbero sborsare un miliardo di più a fine anno rispetto ai costi già cari del 2025. Con la conseguenza di perdere il potere d’acquisto e, per le aziende, la necessaria competitività. Peggio di noi andrà ai lombardi (3 miliardi e mezzo), a veneti, emiliano-romagnoli, piemontesi.
L’aumento dei carburanti ha già modificato alcune abitudini quotidiane. Il diesel ormai è abbondantemente sopra i 2 euro al litro (costa di più perché i vantaggi fiscali sono stati aboliti e perché la richiesta è enorme). La benzina, al self service, è intorno a 1,80 euro al litro. E questo nonostante il taglio delle accise.
La crisi energetica e le difficoltà negli aeroporti
Ma la nuova crisi energetica si sta già ripercuotendo sul trasporto aereo. Ed è relativa alle difficoltà di rifornimento.
Così quattro aeroporti (quelli di Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna) hanno imposto delle limitazioni ai rifornimenti. In particolare a Bologna, Venezia e Treviso la priorità sarà data a voli ambulanza, voli di Stato e rotte superiori alle tre ore. Per gli altri voli ci sarà un limite di 2mila o 2500litri.
La situazione negli aeroporti toscani
La principale compagnia aerea che opera in Italia, Ryanair, dice che non ci saranno. per almeno un altro mese, conseguenze dirette.
A Pisa, dove Ryanair ha la maggioranza delle tratte, per ora quindi non sembrano esserci ripercussioni. E anche l’altro aeroporto toscano, a Firenze, non è particolarmente sotto pressione adesso. Il rischio però è dietro l’angolo e l’evoluzione della crisi in Medio Oriente potrà orientare la situazione durante l’estate.
La guerra, insomma, oltre al carico di sofferenza che porta, sta minacciando seriamente una volta ancora la nostra economia, persino le nostre abitudini quotidiane.










