La Toscana ha il primo piano faunistico venatorio regionale

Per la prima volta, dopo tanti interventi provvisori dal 2015 ad oggi, la Toscana ha un proprio piano faunistico venatorio. Prima la competenza era delle singole Province e c’erano tante regole diverse.

Il nuovo piano l’hanno votato tre dei quattro gruppi di maggioranza: Pd, Casa Riformista e anche il Movimento 5 Stelle. Contrari invece i consiglieri di Alleanza Verdi e Sinistra. Il capogruppo Falchi spiega, e lo sentiremo in Regionando questo venerdì alle 21.10, che nonostante i miglioramenti maturati durante il confronto, sia un piano troppo spostato verso il mondo della caccia. Precisa anche che nonostante questo voto contrario non ci sono questioni politiche nella maggioranza. Il presidente Giani ha commentato: Avs è stata coerente, i sì sono stati comunque 22 su 41.

Dall’altra parte, nel Centrodestra che pure ha votato contro, si mette tuttavia in evidenza che un piano serviva, era necessario. E si contestano i ritardi di questi anni. diversi comunque i documenti approvati, presentati da tutti gli schieramenti.

Il piano prevede la conservazione delle specie di fauna selvatica e la programmazione di un prelievo venatorio compatibile sia per le specie selvatiche che per quelle migratorie.

Il dibattito è stato molto lungo, animato anche, sul finale, dalla polemica su un atto presentato da Fdi per riconoscere il “ruolo sociale” del cacciatore.

Per il presidente Giani il  piano faunistico venatorio realizza una sintesi fra le tre componenti centrali della comunità locale: agricoltori, cacciatori e ambientalisti.

 

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