Allarme Cgia sull’artigianato, vicino alla “estinzione”?

ROMA - In questi giorni di Ferragosto molte attività artigiane hanno abbassato le serrande per ferie. Per tante botteghe quelle saracinesche si sono chiuse da tempo e, purtroppo, per sempre. Non hanno retto il peso di una concorrenza sempre più aggressiva, dei costi crescenti e di una domanda che è cambiata profondamente che spesso penalizza proprio le piccole realtà. Il picco massimo nazionale di imprese presenti in Italia e’ stato di 1,5 milioni nel 2008 ultimo anno di crescita per poi declinare inesorabilmente.

Le attività sono calate nel numero e nei componenti, in 15 anni calati del 25%, ancor peggio il fatto che della percentuale rimanente, il 60% è già arrivato ai 60 anni e il tempo è agli sgoccioli se non c’è un eredità prevista. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA, appartenente all’Associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre. Le botteghe artigiane sono ormai una presenza sempre più rara, a rischio estinzione. Quando scompare una bottega non si perde soltanto un’attività economica: si spegne un presidio di socialità, di competenze e di identità. La scomparsa progressiva dell’artigiano, del negozio al dettaglio sta cambiando il volto dei quartieri e delle  piazze, rendendoli più anonimi e impoverendo la qualità della vita delle comunità che li abitano.

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