Il 30 Agosto del 1908, a Firenze, moriva il pittore ed incisore Giovanni Fattori. Fu tra i principali esponenti del movimento dei macchiaioli ed è considerato tra i pittori più rappresentativi dell'800 italiano. ragazzo non dimostrò subito quel talento folgorante che ci si aspetterebbe dai grandi maestri. taciturno, schietto e poco propenso all'accademismo. Si trasferì a Firenze per studiare, poi la svolta della sua vita che arrivò frequentando il celebre Caffè Michelangiolo di Firenze. È lì che Fattori si unì a un gruppo di giovani artisti ribelli pronti a rivoluzionare l'arte con una idea semplice ma dirompente: la natura non è fatta di contorni sfumati e disegni leziosi, ma di contrasti netti tra luce e ombra, catturati sulla tela attraverso campiture di colore puro, le cosiddette "macchie". Fattori applicò questa intuizione con un realismo asciutto e potente, . Fattori scelse di raccontare il Risorgimento da un'altra prospettiva: Dopo la morte della moglie avvenuta nel 1867 fu ospitato dal critico d'arte e mecenate Diego Martelli a Castiglioncello, dove realizzò moltissime opere nella campagna maremmana. La Maremma, con la sua natura selvaggia, i butteri, i buoi dai grandi corni e l'immensità dei campi, diventò la sua musa ideale. Nel 1875 si recò a Parigi con Gioli, Cannicci e Ferroni e qui conobbe la scuola di Barbizon e l'arte sociale di Corot. Nel 1886 ottenne il ruolo di insegnante presso l'Accademia di Belle Arti di Firenze e negli ultimi anni si dedicò con sempre maggiore interesse all'acquaforte.. A Livorno, sua città natale, presso Villa Mimbelli è nato il Museo civico Giovanni Fattori. Fu sepolto nel Famedio del santuario di Montenero, a Livorno.






