LIVORNO - Un nuovo rinvio al Ministero delle imprese e del made in Italy senza risposte della vertenza Pierburg/Rheinmetall. Lo dichiara in una nota la Fiom Cgil di Livorno che aggiunge, servono garanzie vere e carichi di lavoro: la misura è colma.
L’incontro di questo inizio settimana al Mimit ha confermato tutti i nostri timori: dall’azienda e dalle parti interessate non è arrivata alcuna novità concreta, ma soltanto l’ennesimo tentativo di prendere tempo. A Livorno siamo ormai al terzo anno di ammortizzatori sociali. I lavoratori stanno pagando a caro prezzo l’incertezza e la mancanza di prospettive sul futuro dello stabilimento.
Mentre in Germania Rheinmetall ha concordato e formalizzato con il sindacato tedesco garanzie stringenti e strumenti di tutela per i siti interessati dalla cessione, in Italia agli stabilimenti come quello di Livorno vengono negate le stesse tutele, lasciando il sito privo di impegni industriali vincolanti. Non possiamo accettare che i costi sociali di questa operazione ricadano interamente sui lavoratori livornesi.
Il Mimit ha comunque richiesto di fissare una nuova data entro un mese e ha invitato l’azienda a presentarsi al tavolo con soggetti titolati ad assumere decisioni sui piani industriali e sulle garanzie per i lavoratori.
Per queste ragioni, martedì 15 settembre, si terranno le assemblee con tutte le lavoratrici e i lavoratori dello stabilimento Pierburg di Livorno, per riferire gli esiti del tavolo ministeriale e assumere democraticamente tutte le decisioni e le iniziative di mobilitazione necessarie a sostenere e far avanzare la vertenza.










