
PORTOFERRAIO - Riconoscere lo svantaggio insulare, sostenere la reindustrializzazione e superare la dipendenza dalla stagionalità turistica: lo chiede un dossier sull'Isola d'Elba e sulle isole minori toscane presentato oggi a Portoferraio da Confindustria Toscana Centro e Costa.
L'obiettivo è "mettere le nostre imprese nelle condizioni di investire, innovare e crescere", dice Lapo Baroncelli, presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa. La giornata si è conclusa con l'adesione all'agenda industriale di Confindustria dei sei Comuni dell'Elba e delle principali associazioni di categoria.
Secondo l'analisi, le attività di alloggio e ristorazione rappresentano il 22% del tessuto imprenditoriale dell'Elba, mentre il manifatturiero pesa per il 4%, con una contrazione del 24,3% delle imprese negli ultimi 11 anni. Gli addetti manifatturieri sono il 4,2% del totale isolano, contro una media del 10,3% nelle isole maggiori italiane. La popolazione tra 25 e 39 anni è in calo e la quota di giovani tra 15 e 24 anni che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione è del 15,6%, contro l'11,5% regionale. I costi del trasporto marittimo sono inoltre aumentati del 7,6% nell'agosto 2026 rispetto allo stesso mese del 2025.
Tra i settori individuati come strategici figurano cantieristica nautica, portualità, turismo nautico, manifattura avanzata e logistica sostenibile. Il dossier chiede alla Regione un piano di sviluppo industriale insulare, incentivi per imprese e startup innovative, una quota mirata dei fondi Fesr 2021-2027, percorsi Fse+ per la formazione e investimenti nei trasporti. A livello nazionale propone un "Fattore insulare industriale", l'estensione della Zes alle isole minori o uno strumento equivalente con credito d'imposta, semplificazioni autorizzative e sostegno ai costi di trasporto e connettività energetica.









