PISA – Per i robot del futuro e l’intelligenza artificiale l’Europa mette in campo enormi finanziamenti (un miliardo di euro), con lo scopo di giocare un ruolo centrale nello sviluppo scientifico e tecnologico. Tra pochi giorni sapremo quali sono i progetti che potranno concorrere per beneficiare di queste risorse. La decisione finale sarà presa nel 2020, ma già il 4 dicembre prossimo conosceremo i sei gruppi finalisti (che a quel punto otterranno fondi per proseguire per un altro anno la ricerca)
Il team italiano, molto motivato e assolutamente competitivo, è guidato da Cecilia Laschi e Barbara Mazzolai. Saranno queste due ricercatrici e scienziate, Laschi (dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna) e, Mazzolai (dell’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia), a coordinare una comunità di ottocento esperti di tutta Europa, che saranno affiancati da altri di Stati Uniti, Giappone e di altri paesi di tutto il mondo, per sviluppare i robot del futuro e l’intelligenza artificiale, avendo come valore centrale la sostenibilità economica, sociale e ambientale.

Barbara Mazzolai e Cecilia Laschi
La loro proposta di progetto si intitola “FET-Flagship “Robotics”, e sarà giudicat il 4 dicembre a Vienna, durante la conferenza ICT 2018, che delineerà le caratteristiche dei robot del futuro.
“L’Europa – si lgge in una nota della Scuola Sant’Anna - riveste già oggi un ruolo leader in settori come robotica, automazione, meccatronica e digital manufacturing, ma sempre intesi in modo separato. La Robotics Flagship si propone di capitalizzare le competenze presenti nei più avanzati laboratori di ricerca e industrie europei per definire un programma di sviluppo unico che renda l’Europa un continente leader in robotica e in intelligenza artificiale, superando paesi concorrenti come USA, Korea e Cina”.
Il gruppo di coordinamento del progetto sul robot del futuro e sull'intelligenza artificiale è composto da Cecilia Laschi della Scuola Superiore Sant’Anna (Italia), Barbara Mazzolai dell’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia (Italia), Tamim Asfour del KIT- Karlsruher Institut für Technologie (Germania), Dario Floreano dell’EPFL (Svizzera), Stefano Stramigioli della University of Twente (Paesi Bassi), Jean-Paul Laumond di LAAS-CNRS (Francia), Sabine Hauert della University of Bristol (Regno Unito).

il robot Spyro del laboratorio IIT di Pontedera: ha vinto la gara di locomozione
”Dove sono tutti i robot che sono stati promessi come aiuto dell’uomo e che dovrebbero pervadere la nostra società? – si chiedono i suoi promotori - Sebbene, infatti, il dibattito pubblico internazionale spesso si concentri sui benefici e sui rischi della robotica associata all’intelligenza artificiale, a oggi non è ancora possibile individuare robot intelligenti presenti nella nostra società e con un forte impatto. I risultati tecnologici sono sempre più rapidi e promettenti, i tentativi di trasferimento dai laboratori al mercato sono frequenti, ma il tutto avviene senza un piano di sviluppo a lungo termine e strutturato, dove scienza, economia e società sono contemplate nel loro insieme. La Robotics Flagship, quindi, si propone di diventare il primo programma europeo di robotica in grado di coniugare gli aspetti scientifici e tecnologici con quelli sociali, culturali ed economici, portando innovazione in tutti i settori e progresso”.









