‘Il 25 aprile è la festa di tutti’. A Livorno molta gente e tutti i candidati

LIVORNO – C’era più gente del solito quest’anno alle celebrazioni pubbliche del 25 aprile, a Livorno. E c’erano anche tutti i candidati a sindaco, ormai al via della loro campagna elettorale. Il primo momento è stato quello della deposizione della corona al monumento ai caduti di piazza della Vittoria.
Poi le autorità e i partecipanti si sono spostati al bassorilievo al partigiano di via Ernesto Rossi.

25 aprile a Livorno /2

la deposizione della corona al bassorilievo al partigiano

Infine l’ultima tappa a Palazzo Civico, dove la vice sindaco (il sindaco era a Roma alle celebrazioni nazionali) ha introdotto l’intervento di Paolo Pezzino, storico dell’Università di Pisa, e ha fatto osservare un minuto di silenzio in memoria del marittimo morto mercoledì mentre lavorava a bordo di una nave in porto (leggi qui).

25 aprile a Livorno

Gli interventi delle autorità e degli ex partigiani

Per Gianfranco Tomao, il prefetto di Livorno, questa è la prima celebrazione del 25 aprile in città. Nota subito nell’intervista per il nostro telegiornale la notevole partecipazione in piazza, poi dice che “la festa è di tutti” e non ci si può dividere sul valore della Resistenza e della Liberazione.
Intervistiamo anche Santino Santo, ex partigiano che adesso ha 97 anni. “Lo rifarei cento volte, ricordo quando a fine aprile del 1945 ci accolse una folla in piazza, ai piedi del Monte Grappa”.
Nel nostro telegiornale ci sono anche le parole di Gino Niccolai, presidente dell’Anpi (l’associazione dei partigiani) di Livorno.

Pezzino: 'la Resistenza è stata di tutti'

A Palazzo Civico, dopo il saluto della vice sindaco, che fa suo l’appello del presidente Mattarella a non dividerci su questa festa, parla Paolo Pezzino, storico, professore dell’Università di Pisa. La sua relazione viene molto applaudita.

Paolo Pezzino interviene nella Sala del Comune di Livorno

“La Resistenza è il nostro secondo Risorgimento – dice Pezzino – e non ci possiamo dividere su questa constatazione storica”. Gli chiediamo perché si dice che la Resistenza l’hanno fatta solo i comunisti. “Non è vero, c’erano partigiani di tutti i partiti. C’erano molti sacerdoti, c’erano liberali, democristiani… Quella è una falsità”.

Infine contesta la tesi che il fascismo abbia fatto molte cose buone con pochi grandi errori (la guerra e le leggi razziali). “Ci sono molte fake news nella storia, ma la storia non si può riscrivere, come dice giustamente il Presidente della Repubblica”.

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