Rifiuti: le ragioni della nuova ‘bioraffineria’ di Stagno. Parla l’assessore Fratoni

FIRENZE – Rifiuti, per un impianto che viene cancellato (il termovalorizzatore di Case Passerini nel comune di Sesto Fiorentino) c’è un impianto nuovo che invece potrà essere realizzato: è la nuova ‘bioraffineria’ di Stagno.

E’ il concetto che esprimono l’assessore all’ambiente della Regione Toscana Federica Fratoni e il presidente della giunta Enrico Rossi. “La filosofia è di traguardare fino al 2030 la raccolta differenziata all’80 per cento, il riuso e il riciclaggio come scelta fondamentale. Questo significa dotarci di una serie di sistemi di trasformazione e selezione dei rifiuti. La prospettazione che presentiamo oggi è realistica, seria, assolutamente credibile”, dice Rossi ai consiglieri.

Nella giornata di mercoledì ci sarà il dibattito politico, che si preannuncia già molto vivace. Ma alla fine della prima seduta, terminato anche l’intervento del presidente Rossi, l’assessore Fratoni si concede al nostro telegiornale. Une breve intervista esclusiva, per parlare delle scelte della Regione e della bioraffineria di Stagno. E’ stata trasmessa nel nostro telegiornale delle 20.30 del 23 luglio, è in replica durante il nostro ‘tg runner’ della notte e del mattino (visibile anche qui).

Le parole dell'assessore al nostro telegiornale

Vogliamo inserirci nella filiera dell’economia circolare, non facciamo voli pindarici. Anche il traguardo dell’80% di raccolta differenziata è perfettamente raggiungibile, perché procediamo ormai ad un ritmo del 2-3% di incremento annuo”.

Federica Fratoni

L'assessore Federica Fratoni

Chiediamo: perché una ‘bioraffineria’ a Stagno? Ed ecco la risposta dell’assessore: “Perché Eni ha deciso al 2030 di de-carbonizzare il proprio processo produttivo e quindi ha stimato di investire in Italia due miliardi per le nuove tecnologie. Ecco, la Toscana ha deciso di vincolare quell’impianto per risolvere i problemi di tutta la regione”. Facciamo notare che ci sono forti timori nella popolazione di Stagno e in tutta l’area livornese nei dintorni della raffineria. Per Fratoni però “Eni ha già firmato un accordo per riqualificare ambientalmente l’impianto e la ‘bioraffineria’ è una vera riconversione del sito con una tecnologia che viene garantita ad emissioni zero”.

Cosa andrà a finire nella bioraffineria?Una lavorazione del rifiuto indifferenziato, composto da plastiche e frazione secca che sarà oggetto di un processo non di combustione ma di disgregazione molecolare che origina alla fine il biometanolo”.

Ancora un dubbio da parte nostra. Facciamo rilevare che lì vicino c’è ancora il termovalorizzatore del Picchianti. Fratoni crede che “il sindaco avrà buon gioco nell’immaginare un supermanto di quell’impianto in funcione dell’avvento della nuova tecnologia”.

Tutti i provvedimenti del Consiglio regionale

Il Consiglio regionale, come abbiamo spiegato nei nostri telegiornali, ha anche istituito i distretti biologici (dovranno raggruppare almeno tre aziende in terreni coltivati per almeno il 30% con metodi biologici), ha creato la conferenza permanente delle Unioni dei Comuni, ha deliberato fondi per le attività sulla strada della Sambuca Pistoiese dopo la frana del febbraio scorso. Ha anche confermato il sostegno alle ‘pro loco’ della Toscana, in attesa della nuova legge che – ha detto il presidente dell’assemblea Eugenio Giani – sarà un obiettivo di questo scorcio di fine legislatura.

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