Smaltimento rifiuti, decretato fallimento di Rimateria

PIOMBINO - Importante novità nel settore dello smaltimento rifiuti: è stato deciso il fallimento di Rimateria. Il Consiglio di Amministrazione della società Rimateria comunica che questo venerdì si è svolta l’assemblea dei soci chiamata a deliberare il sostegno della società. I soci industriali hanno  deciso di non sostenere la società come previsto dal piano concordatario. Il Consiglio di Amministrazione ha preso atto della situazione e ha comunicato prontamente al tribunale il venire meno dei presupposti del piano concordatario presentato il 5 marzo scorso.

“La vicenda del fallimento Rimateria preoccupa sia sotto il profilo occupazionale sia ambientale, e non potrebbe essere altrimenti”. Così l’assessora all’ambiente Monia Monni, dopo la notizia del fallimento decretata oggi dall’assemblea dei soci.

“In questi mesi - aggiunge Monni - ho sempre affrontato questa complessa vicenda sapendo che andava tenuto insieme il destino dei lavoratori e delle loro famiglie con la necessità di assicurare un percorso ambientalmente sostenibile. Va detto chiaramente: la Regione in questa complessa vicenda è stata sempre chiara, esplorando tutti gli spazi possibili per individuare le opportune soluzioni. Ognuna di queste non poteva che poggiare sul rispetto delle norme ambientali, che è sempre la precondizione per qualunque progetto venga vagliato dall’amministrazione regionale. Non posso però nascondere l’amarezza vista anche la celerità, la precisione e la professionalità assicurata fino all’ultimo dagli uffici regionali. Lo dico anche considerando la comunicazione inviata dal Settore Rifiuti della Regione contenente il nulla osta alla copertura temporanea della discarica ex Lucchini”.

“I soci privati - dice ancora l’assessora - avevano tutti gli strumenti per dare una prospettiva sostenibile all’impianto e ai lavoratori, non aver colto questa opportunità sostanzia una responsabilità che ho il dovere di sottolineare in considerazione del lavoro fatto. Ai lavoratori e alle loro famiglie - conclude - esprimo solidarietà, personale ed istituzionale, nella consapevolezza che faremo il massimo per attivarci con l’obiettivo assicurare ogni forma ulteriore di tutela”.

Sulla questione è intervenuto anche il sindaco di Piombino Francesco Ferrari: “Un fallimento annunciato causato dalla malagestione, tra debiti milionari e mancato rispetto delle norme ambientali. Rimateria era di fatto già fallita da tempo. È una questione che viene da lontano, da anni di malagestione, da decine di milioni di euro di debiti e da uno scarsissimo interesse per l’impatto ambientale.

L’unico modo per evitare questo epilogo sarebbe stato continuare nel percorso tracciato dalle precedenti amministrazioni, concedendo il raddoppio dei volumi, incuranti delle conseguenze sulla salute e sulla tutela del territorio.

I cittadini di Piombino, con il voto del 2019, hanno scelto la strada da percorrere dando mandato a questa Amministrazione di cambiare il futuro della città proprio a partire dalle questioni ambientali, di lavorare alla diversificazione economica, al rilancio turistico e alla riqualificazione di una città che ha moltissimo da offrire. Ed è con questa responsabilità che abbiamo intrapreso una nuova via, diversa, condivisa con la Regione Toscana che, negli ultimi mesi, ha dimostrato grande attenzione per il rispetto delle norme ambientali non concedendo sconti a Rimateria e pretendendo il rispetto delle prescrizioni, solo parzialmente ottemperate, giungendo così, inevitabilmente, al fallimento dell’azienda.

Se i soci privati di Rimateria avessero veramente voluto integrare la propria attività con il nuovo percorso che la città ha intrapreso, se avessero voluto sanare le enormi falle in ordine alla gestione dell’impianto, avrebbero avuto il tempo e le risorse per farlo.

Adesso si apre un nuovo capitolo in cui ci rimboccheremo le maniche, assieme altre altre istituzioni competenti, per affrontare la questione ambientale e quella occupazionale; per tutelare, ancora una volta, i cittadini dalle conseguenze che quella discarica ha avuto, e avrà, sul territorio."

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