I giornali internazionali avevano già diffuso la notizia: Ryanair, il principale vettore aereo d’Europa, taglierà molte rotte. Ora scopriamo che ci sarà qualche effetto anche in Toscana, o meglio a Pisa, che è una delle basi principali in Italia.
Andiamo con ordine: la compagnia irlandese, che ha registrato numeri record anche a settembre (oltre 20 milioni di passeggeri e traffico in crescita del 4%), ha deciso di abbandonare 13 aeroporti entro la prossima primavera. Sono dislocati in diversi Paesi (Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, ma anche Giordania, Turchia, Serbia). Nell’elenco, ed è una delle scelte più radicali, c’è anche Brema in Germania. E poi c’è il caso di Berlino, dove i voli restano ma c’è una riduzione sostanziosa (di circa la metà) del loro numero. E questo riguarda molto anche Pisa, che ha appena rinnovato il proprio terminal arrivi.
Dall’altra parte c’è un investimento notevole su Rimini, per attrarre turisti dal Nord Europa. Ma proprio a Rimini si trova una spiegazione delle ragioni dei tagli. Lì è stata abolita l’addizionale comunale per i diritti d’imbarco. La compagnia evidentemente taglia dove le condizioni non sono favorevoli (per i costi che impongono i gestori degli aeroporti e per le imposte da pagare) e investe dove ci sono margini maggiori.
Del resto, proprio parlando dell’attività in questi 30 anni (quasi) a Pisa, i vertici della compagnia avevano chiesto al Governo e alle Regioni di abolire l’addizionale municipale in tutti gli aeroporti italiani.
Logiche di mercato, certamente, ma anche strumento di pressione sulle istituzioni locali.










